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Cheratosi: un difetto della pelle da eliminare

 

La cheratosi è un'alterazione patologica della cute che si caratterizza per un disturbo nei processi di cheratinizzazione dell'epitelio epidermico, che diviene ispessito a livello corneale. Questa alterazione può essere circoscritta e isolata, o anche multipla e diffusa ad ampie zone cutanee. La cheratosi può essere dovuta a diversi fattori. Nella maggior parte dei casi insorge a seguito di un'eccessiva esposizione ai raggi solari (cheratosi attinica) oppure a causa dei processi di invecchiamento del tessuto cutaneo: tale tipo di causa induce cheratosi nel 75% delle persone di età superiore ai 50 anni E’ espressione tipica del fotoinvecchiamento determinato da una continua esposizione solare: ne sono maggiormente colpiti coloro che lavorano all’aria aperta, come i marinai o i contadini, o chi fa largo uso di lampade abbronzanti. Non è un caso pertanto che le zone in cui si localizzano maggiormente le cheratosi siano il viso e il dorso delle mani, vale a dire le aree della cute più soggette a ricevere i raggi ultravioletti. Talvolta invece la cheratosi si sviluppa in seguito a esposizione a radiazioni ionizzanti oppure a seguito dell'assunzione prolungata di farmaci a base di arsenico; più raramente la cheratosi può essere secondaria a infezioni fungine cutanee o a eczemi oppure dipendere da alterazioni di tipo congenito. Le tipologie di cheratosi clinicamente più importanti sono la cheratosi attinica e la cheratosi seborroica.

 

La cheratosi attinica, che come detto è legata alla fotoesposizione solare, va valutata con grande attenzione, perché è considerata a tutti gli effetti una lesione precancerosa: occorre quindi asportarla quanto prima. È comunque doveroso precisare che, pur essendo la cheratosi una lesione precancerosa, non è detto che la sua evoluzione in lesione maligna sia scontata: essa si verifica solo in circa il 20% dei casi. Appare come una zona di colore bruno-grigiastro rilevata rispetto all'area cutanea circostante. Può avere forma rotondeggiante o irregolare con dimensioni variabili da pochi millimetri a più di un centimetro di diametro e un colore più scuro rispetto al resto della pelle, dovuto alla presenza di melanina, presente in genere in grandi quantità in tale tipo di lesione. Di contro, nelle persone di pelle chiara, la cheratosi appare rosa pallido, a volte con la superficie umida.

 

 La Cheratosi Seborroica invece, a differenza della prima, rappresenta solo un problema estetico perché non evolve in senso neoplastico maligno. Ha un aspetto verrucoso con la tendenza a desquamarsi e a formare piccole croste dall'aspetto untuoso che possono staccarsi con una certa facilità. Le cause della cheratosi seborroica non sono state tuttora definite con certezza. Attualmente si è portati a ritenere che le cheratosi seborroiche vengano trasmesse in modo autosomico dominante; alla base vi sarebbe quindi la familiarità.

 

Nella maggior parte dei casi le cheratosi non si caratterizzano per alcun sintomo, non causano dolore né sono contagiose, seppure va detto che possono provocare prurito quando irritate, ad esempio grattandole.

 

Le cheratosi si possono trattare con terapie ablative, principalmente il Laser CO2 e la crioterapia a base di azoto liquido. La crioterapia agisce, sfruttando la capacità del freddo prodotto con l’azoto liquido di bruciare i tessuti, congelando la pelle per consentire l’asportazione della cheratosi la cui cicatrice guarisce in circa 10-15 giorni. Il laser, invece, vaporizza la pelle interessata dalla cheratosi attraverso emissioni di energia luminosa, è adatto a curare lesioni di piccole dimensioni. La crosticina che si forma sull’area trattata va protetta con un cerotto per evitare lo sfregamento con gli indumenti e la stessa attenzione a non staccarla precocemente, e prolungare così i tempi di cicatrizzazione, va prestata quando ci si lava. Inoltre, dopo l’intervento è bene evitare di esporsi al sole per almeno un mese e, se necessario, usare creme solari con fattori protettivi molto alti per 30-60 giorni.

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