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Dott.ssa Viviana Paris - Cell: 347-8783614 - Ordine dei Medici di Bologna n°14915
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Trattamento Sclerosante Laser

 

Poichè le successive righe introduttive hanno valore sia per il trattamento Sclerosante iniettivo che per quello basato sull'utilizzo del Laser, queste saranno ripetute anche nell'articolo dedicato alla Scleroterapia Iniettiva.

Il trattamento delle Telangectasie non è semplice: le piccole varici possono essere nascoste, attenuate e non eliminabili totalmente. Inoltre è probabile che molte delle venule trattate, prima o poi, ricompaiano o che se ne formino di nuove. Il trattamento dunque deve avere una fase iniziale, in cui si fa il lavoro più impegnativo, cercando di eliminare il numero maggiore di capillari e di vene nutrici, ed una fase successiva, che invece prevede un lavoro di "mantenimento", con sedute diradate ogni anno. Se accanto ai capillari sono presenti vene varicose più grosse, queste devono essere eliminate prima (Flebectomia o Trattamento Laser Endovascolare): chiudendo infatti il “rubinetto principale” (“vena nutrice”), il sangue non passerebbe più nei condotti secondari (capillari), che quindi scomparirebbero.

Trattamento Sclerosante con Laser

Gli inconvenienti associati alla Scleroterapia Iniettiva sono stati oramai quasi del tutto superati grazie all’impiego dei Laser nel trattamento delle teleangectasie (capillari). La luce Laser viene assorbita dall’emoglobina del sangue e trasformata in calore che causa una chiusura immediata dei vasi stessi (effetto fotocoagulativo): successivamente si innesca un processo infiammatorio nel giro di 2-3 mesi permette il riassorbimento e la scomparsa dei capillari trattati. Esistono oggi diversi tipi di laser dedicati al trattamento delle lesioni vascolari: ogni laser, in funzione della lunghezza d’onda del fascio di luce che produce, ha un suo specifico impiego. In particolare, i capillari più sottili e superficiali, di colore rosso, sono eliminati dal Laser KTP: ha un potere di penetrazione non molto elevato e quindi è perfetto per eliminare i capillari del volto, rosacea e couperose [per trattare quest'ultima ci si avvale anche della luce pulsata: la IPL, a causa però del  suo scarso potere di penetrazione attraverso la cute (0.5 mm), se da un lato da ottimi risultati nel trattamento dei capillari del viso, dall’altro è inadeguata per il trattamento dei capillari degli arti inferiori]. Nel trattamento dei capillari più grossi e blu, si utilizzerà il Laser a Diodi che, oltre ad avere una penetrazione maggiore del KTP, colpisce prevalentemente i colori scuri ed i tessuti ricchi d’acqua (come si sa, il sangue è costituito in gran parte da acqua. Per il trattamento dei capillari più profondi, di maggiori dimensioni rispetto a quelli descritti in precedenza, si utilizzerà invece il Laser Neodimio-YAG, che può arrivare fino a 6 mm di profondità, ma che però richiede l’utilizzo di elevate emissioni di energia, risultando quindi un po’ più doloroso per il paziente. In alternativa vengono utilizzate delle sottilissime sonde (più sottili di un capello) collegate ad un Laser a Diodi 808 che, introdotte nel capillare, fotocoagulano il vaso (Laser Endovascolare), occludendolo. In questo modo l’energia da utilizzare è ovviamente minima e la procedura risulta risolutiva e molto meno dolorosa. Anche dopo Scleroterapia Laser è sconsigliabile esporre le lesioni cutanee ai raggi del sole o ai raggi UV e quindi non è saggio sottoporsi al trattamento nei mesi estivi (Luglio-Agosto). La metodica Laser richiede un numero di sedute variabile in funzione delle caratteristiche dei capillari da trattare e dell’estensione dell’inestetismo, anche se con il Laser si ottiene la eliminazione del capillare con un minor numero di sedute rispetto alla scleroterapia iniettiva tradizionale, perché permette di trattare aree più ampie in tempi molto più brevi.

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