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Dott.ssa Viviana Paris - Cell: 347-8783614 - Ordine dei Medici di Bologna n°14915
Studio Medico Paris  -  Via Savigno, 3  -  CAP 40139 -  Bologna,   Emilia Romagna

Cellulite, questa sconosciuta

 

La cellulite non è un mero inestetismo, ma una vera e propria patologia, tanto che in ambito medico viene denominata con l’acronimo PEFS, ovvero panniculopatia-edemato-fibro-sclerotica. Un nome difficile, ma che ben riassume le peculiarità di questa malattia, caratterizzata dalla degenerazione del pannicolo adiposo sottocutaneo indotta da difetti nella circolazione linfatica e venosa: difetti che inizialmente causano edema tissutale e che successivamente inducono una degenerazione di tipo fibrosclerotico (micro e macronoduli) del pannicolo adiposo. Solitamente colpisce per lo più gli arti inferiori, e in misura minore addome e braccia; ne sono più colpite le donne, soprattutto perché, a differenza degli uomini, hanno una rete connettivale disposta perpendicolarmente (negli uomini è orizzontale) ai piani sottocutanei. A causa della PEFS,  la rete connettivale viene stirata verso il basso da tralci fibrosi, determinando così l’aspetto della cute “a materasso”. La cellulite è un problema costituzionale, ma ne favoriscono l’evoluzione stili di vita scorretti (errata alimentazione e aumento del peso corporeo, fumo, sedentarietà, abiti attillati, tacchi alti), alterazioni posturali, problematiche ormonali, terapia con estro progestinici e gravidanze. La PEFS può essere classificabile in quattro stadi. Stadio 1: ancora reversibile, caratterizzato dalla presenza di edema tissutale. In tale stadio siamo in presenza della cosiddetta “ritenzione idrica”: la pelle appare pastosa e le gambe possono far avvertire un senso di pesantezza. Stadio 2: oltre alle alterazioni dei vasi linfatici che causano l’edema, cominciano a presentarsi anche alterazioni circolatorie. I vasi cominciano ad essere “strozzati” con conseguente ristagno di cataboliti tossici: la pelle è pastosa, pallida e un po’ fredda, e in alcuni punti anche dolente. Stadio 3: compaiono di micronoduli e la pelle assume un aspetto “a buccia d’arancia”. Stadio 4: è purtroppo una fase di danno irreversibile. Compaiono i macronoduli, palpabili al tatto e la cute ha ormai l’aspetto a materasso.

 QUALI TRATTAMENTI?

La terapia medica della PEFS si basa su diversi trattamenti che mirano a migliorare il microcircolo. Il più classico tra questi è la Mesoterapia, con o senza aghi, che veicola principi attivi nel tessuto sottocutaneo. Sicuramente un ruolo importante gioca anche la Pressoterapia, un messaggio terapeutico che, attraverso la induzione di una pressione sequenziale indotta sugli arti e sull’addome da specifici manicotti, aiuta a contrastare gli edemi e a migliorare la circolazione. Terapie più recenti, ma già validate dalla comunità scientifica, sono la Radiofrequenza e la Cavitazione. La prima si basa sulla emissione di radiofrequenze che, incrementando la temperatura del derma, determinano un accorciamento delle proteine del collagene (effetto lifting), stimolano la neocollagenogenesi e rassodano dei tessuti lassi. La disidratazione che si verifica nelle cellule adipose a causa del calore generato da tale metodica, determina poi un netto beneficio per la circolazione, che si riattiva, facilitando l’ossigenazione dei tessuti. La seconda metodica sfrutta invece gli ultrasuoni a bassa frequenza che, inducendo brusche variazioni di pressione all’interno del tessuto adiposo, causano la formazione di bollicine che, implodendo, danneggiano la membrana cellulare degli adipociti.

Si sottolinea l’importanza della Prevenzione: la PEFS affrontata ai primi stadi permette di ottenere miglioramenti significativi con le nuove terapie mediche. Non ricorrete al Medico Estetico solo quando la cellulite diventa irreversibile (stadio 4): più precoce è la cura della patologia, migliori saranno i risultati ottenuti.

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