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Dott.ssa Viviana Paris - Cell: 347-8783614 - Ordine dei Medici di Bologna n°14915
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La Blefaroplastica può attendere

 

Gli occhi servono per vedere e per comunicare, anche quello che non diciamo a parole. Sono la lente di ingrandimento della nostra interiorità: se è più facile mentire con le parole, uno sguardo difficilmente tradisce la nostra bugia, o la nostra rabbia, paura, stanchezza, tristezza e felicità. Gli occhi affascinano, non solo il loro colore, ma anche loro espressività e luce che emanano. E' anche per questo che il contorno occhi è da sempre una delle zone di maggior interesse da parte e della cosmesi decorativa e di molte pratiche medico-estetiche o propriamente chirurgiche. Questa regione per le sue caratteristiche anatomo-fisiologiche e per la sua posizione risulta essere peculiare  poiché molto delicata e sensibile, e perché sottoposta a sollecitazioni quotidiane di varia natura: continue contrazioni muscolari volontarie e involontarie, esposizione a radiazioni U.V., a diversi agenti atmosferici e non ultimo al trucco. Le palpebre sono costituite da tre strati: strato cutaneo, muscolare e fibroso, detto terso. La loro cute ha un epitelio particolarmente sottile, è spesso circa 0,004 mm, rispetto ai 2 mm della regione plantare; anche il derma è sottile e lasso, e l’ipoderma è quasi assente. I movimenti dell’area oculare sono controllati da ben 22 muscoli diversi. Il tessuto adiposo è posto sotto lo strato muscolare ed è disposto a cuscinetti. Ciglia e sopracciglia sono rappresentati da grossi peli terminali. Con il passare degli anni, il grasso orbitario si riassorbe e l’occhio tende lentamente ed impercettibilmente ad infossarsi, facendo apparire il nostro sguardo meno intenso e vivace. Per quella particolare sottigliezza cutanea, le palpebre perdono elasticità e la pelle, raggrinzendosi, si raccoglie in pieghe. Una inadeguata esposizione a raggi U.V. può provocare l’insorgenza di edemi, eritemi, alterazioni della pigmentazione (nel senso soprattutto di macchie) e formazioni di rughe attorno agli occhi, comunemente chiamate “zampe di gallina”. Possono anche insorgere modificazioni meccaniche più importanti come la ptosi, ovvero, per la diminuzione della potenza contrattile del muscolo orbicolare, la caduta della palpebra superiore con conseguente riduzione della rima palpebrale. Un grande aiuto per contestare i segni del tempo della zona perioculare in Medicina Estetica ci viene dato dalla sinergia di tre trattamenti: la tossina botulinica per distendere temporaneamente le rughe, inibendo la contrazione muscolare, i rivitalizzanti che idratano la zona perioculare e soprattutto il Laser CO2 frazionato: quest’ultimo elettromedicale leviga in superficie e insieme ridona compattezza al contorno occhi, emettendo microimpulsi di luce che colpiscono non la superficie cutanea in toto, ma solo parte della stessa, in maniera “frazionata”, alternando cioè zone trattate a zone intatte,  favorendo così una molto più rapida guarigione del tessuto. Il calore prodotto dal raggio laser  stimola inoltre la rigenerazione del tessuto di sostegno: stimola cioè i fibroblasti a produrre nuovo collagene ed elastina. Risultato: la pelle è più tesa, compatta, elastica, luminosa e fresca, praticamente nuova. In più lo sguardo si apre: non solo infatti si riducono le rughe perioculari, ma si sollevano anche le palpebre di 2-3 mm. Il Laser CO2 frazionato permette di trattare le rughe a “zampe di gallina” ed anche le palpebre in modo rapido, preciso, indolore e sicuro, senza anestesia, né punti di sutura, né sanguinamento: la blefaroplastica può attendere! Le sedute possono variare da una a quattro. Per i successivi 4 giorni la zona si presenta arrossata ed un po’ gonfia. Il miglioramento indotto dal trattamento laser permane nel tempo.

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